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La follia. Documenti del Congresso internazionale di psicanalisi Milano, 1-4 dicembre 1976
E-book
pp. 332
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Raccolta di saggi di:
G. Arnao, A. Bauleo, M. Belo, J.H. Berke, P.R. Breggin, C. Castilla del Pino, H. Collomb, O. Cooper, A. Esterson, Fronte dei pazienti di Heidelberg (W. Huber), P.G. Gallwey, P. Legendre, R. Manzetti, A. Martinez Corzos, P. Mathis, I. Matthis, J. Oury, G. Pankow, J.‑C. Polack, L. Ratna, G. Ricci, I. Roublef, M. Schatzman, J. Schotte, C. Stein, J. Suzuki, T.S. Szasz, F. Tosquelles, A. Verdiglione, H.Z. Winnik, E. Wulff.
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A livello internazionalista e sulla base di pratiche e di sperimentazioni differenti, si trovano qui specificate alcune istanze del dibattito degli ultimi quattro anni, fra l'altro il legame fra la questione politica della sessualità e quella della follia. In questi che costituiscono alcuni fra i documenti più significativi del Congresso del dicembre scorso si trova esplorata l'enorme e incisiva interrogazione che la follia rivolge oggi in termini assolutamente inediti tanto alla psicanalisi quanto alle diverse costruzioni culturali, scientifiche, sociali.
La questione della follia risulta la questione più sovversiva dei nostri giorni tanto da porre in discussione, rompendo con il privilegio della competenza, l'apparato dei diversi regimi politici. Cosi la differenza fra "discorso psicotico" e follia assume la sua portata politica, tenuto conto anche del fatto che l'ineliminabilità della follia segna i paradossi del linguaggio.
Secondo assi che passano attraverso condizioni storiche diverse (Argentina, Belgio, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Israele, Italia, Messico, Portogallo, Senegal, Spagna, Svezia, USA), emergono incidenze diverse: dalla critica della iatrocrazia su scala mondiale all'oltrepassamento storico della psichiatria a partire dalla pratica analitica, all'articolazione del tempo nella psicosi alla dimenticanza del sesso, dalla struttura del suicidio alla logica della follia, dalla documentazione sull'uso della lobotomia alla politica della droga, dallo studio dell'immagine del corpo al linguaggio della follia. Attorno ad alcune di queste proposte verterà il dibattito dei prossimi anni in diversi centri europei.
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